
L’Elisir d’amore al Teatro Malibran: quando l’opera sa farci ridere ed emozionare
Al Teatro Malibran è tornato L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti e il pubblico si è trovato immerso in uno spettacolo capace di regalare qualcosa di raro: la leggerezza del sorriso insieme alla forza dell’emozione.
La celebre opera, proposta dalla Fenice nella collaudata e vivace regia di Bepi Morassi, con scene e costumi di Gianmaurizio Fercioni e la direzione musicale di Francesco Ivan Ciampa, si è rivelata uno spettacolo giocoso, brillante e coinvolgente, capace di far rivivere tutta la freschezza di questo amatissimo melodramma.
E se L’elisir d’amore è da quasi due secoli una delle opere più amate del repertorio, ascoltarla dal vivo ricorda quanto la sua musica sappia ancora parlare direttamente al cuore.

Valerio Borgioni, un Nemorino da pelle d’oca
Tra i protagonisti di questa rappresentazione, Valerio Borgioni nel ruolo di Nemorino ha offerto una prova particolarmente intensa, riuscendo a dare al personaggio tutta la sua ingenua tenerezza, la comicità e, soprattutto, la sua profonda umanità. Ma è stato nell’aria più celebre dell’opera, Una furtiva lagrima, che la sua interpretazione ha raggiunto un momento davvero emozionante.
La sua voce, ricca di sfumature e di sentimento, ha riempito il teatro con una delicatezza che ha saputo catturare il pubblico. Un momento da pelle d’oca, di quelli in cui la tecnica vocale passa quasi in secondo piano perché ciò che arriva per primo è l’emozione. Borgioni è riuscito a trasformare la celeberrima aria di Nemorino in un momento di autentica partecipazione emotiva, confermando quanto sia proprio questa capacità di raccontare un sentimento attraverso la voce a rendere immortale la grande opera italiana.

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